31 Gen '09 -
6 FEBBRAIO - GALLARATE
Testimonianze dalla Palestina
Coordinamento Pace & Solidarietà di Gallarate – circolo Acli “A. Grandi” di Gallarate
TESTIMONIANZE DALLA PALESTINA
Capire le condizioni delle popolazioni, incontrare volontà di dialogo e di pace.
(racconti e immagini)
VENERDI' 6 FEBBRAIO - ORE 21.00
sede Acli, via Agnelli 33 GALLARATE
Susanna Sinigaglia
"Campo della Pace Ebraico" ed "ECO - rete Ebrei Contro l'Occupazione"
Lino Zambrano
"Cric Palestina” (Centro Regionale Intervento Cooperazione) - cooperante a Gaza.
Roberto Andervill
"IPSIA” (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli) - volontario progetto Palestina.
Introduce e modera
Ruffino Selmi (Resp. Commissione Internazionale Acli Lombardia)
PALESTINA, ISRAELE, GAZA:
UNA TREGUA NON E’ LA PACE
La PACE non può che essere il frutto di giustizia, libertà, dignità. Nel concreto della vita quotidiana dei singoli, delle comunità, dei popoli.
La recente offensiva Israeliana su Gaza,seminando distruzione e morte e palesando ancora una volta il disequilibrio delle forze, non ha fatto che aumentare la spirale d’odio rischiando di radicalizzare ulteriormente le reciproche posizioni, fino a mettere a rischio la attuale fragile tregua.
Una “tregua” in un contesto di segregazione, isolamento e occupazione non può essere confusa con la PACE. Non può bastarci e certamente non basta a chi vive quelle condizioni. Non può addormentare le coscienze, non può giustificare lo status quo.
La “questione mediorientale” in Israele, Palestina, Cisgiordania si trascina senza soluzione, nella violenza, nell’odio e nella sofferenza, da troppi decenni.
Occorre non arrendersi a questa situazione ed alla logica della violenza e della Guerra.
Occorre “tentare una strada completamente nuova” e dare alla pace (vera) una possibilità.
Questo richiede un'opinione pubblica più vigile, una diplomazia meno timorosa nell'affermare le ragioni del diritto e del rispetto della dignità umana, ma anche l'abbandono delle posizioni ideologiche inconciliabili con la pace.
Occorre aiutare i Palestinesi e il mondo arabo ad aprirsi ad un processo negoziale ed in esso abbandonare ogni residuale ambiguità circa il riconoscimento dello Stato di Israele, a cui si deve chiedere con fermezza il rispetto delle risoluzioni ONU ed il diritto internazionale. Occorre aiutare Israele a superare le difficoltà del coniugare il carattere democratico con quello ebraico dello Stato di Israele.
Occorre assicurare giustizia, libertà e dignità alle popolazioni non escludendo a priori di giungere a nuove diverse ipotesi di pacifica e civile convivenza.